• Negli ultimi anni quando si parla di climatizzazione, spunta fuori in maniera inevitabile un problema molto serio, legato all’inquinamento globale…

    Negli anni ’90 abbiamo assistito a un vero e proprio “boom” dei “condizionatori” (non erano ancora climatizzatori), i quali avevano solo poche funzioni tra cui “raffrescare” gli ambienti ed erano prevalentemente di tipo “monoblocco”, cioè, parte condensante e parte evaporante nella stessa struttura.

    In seguito, hanno preso il sopravvento i modelli “split” (cioè un unico condizionatore ma “tagliato” in due per separare l’unità condensante –la più rumorosa all’esterno-, da quella evaporante –lasciata all’interno-).

    Ma comunque, l’elemento principe era senza dubbio il “liquido frigorigeno” R 12  R 22 ecc…, cioè quel liquido che sottoposto a temperature e pressioni opportunamente dimensionate, permetteva di sottrarre calore dall’ambiente interno e cederlo a quello esterno; in questo modo la nostra camera da letto era piacevolmente fresca…

    Ma il problema è che quel tipo di liquidi aveva nella loro componente il “cloro” (ecco perché sono anche chiamati HCFC –idro-cloro-fluoro-carburi-) che danneggiava l’ozono.

    Negli anni a seguire, questa componente è stata eliminata, facendo “entrare in campo” gli attuali  HFC, che non avevano più il cloro nel loro interno.

    Ma i problemi non sono finiti, anzi, ne sono iniziati di peggiori, perché gli HFC (R 407c, R 410a, ecc…) hanno la proprietà, quando dispersi in atmosfera, di intrappolare il calore, contribuendo così al “surriscaldamento globale per effetto serra”.

    L’Uomo –unico e solo responsabile- ha sottoscritto un trattato denominato “Protocollo di Kyoto” a cui fanno parte molte nazioni, dove sono state introdotte delle regole e delle strategie atte a ridurre le emissioni per effetto serra.

    Avendo gli impianti di “climatizzazione, refrigerazione e pompa di calore” al loro interno questa tipologia di liquido frigorigeno, la Comunità Europea e quindi le Leggi Italiane limitano ogni tipo di operazione al solo personale qualificato e che abbia i requisiti per poter maneggiare taluni tipi di Gas Fluorurati.

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